25 settembre 2012

Voglia di fuggire


Questa voglia di fuggire, andarmene, semplicemente alzadondomi  dalla poltrona del  mio  ufficio,  salire in  auto e via…………senza meta,  senza progetti, senza sensi  di  colpa, semplicemente andare……….

Sfido  chiunque  a non aver mai provato questo desiderio,  soprattutto  quando scendi la mattina dal  letto  con  il piede sbagliato, magari solo perché avresti voluto dormire un po’  di più dopo aver passato la notte con  due occhi sbarrati come due ruote d’autotreno!!

Pensa che bello non aver più niente da pensare, da fare, non  dover salutare il vicino di casa che esce di casa  allo stesso tuo orario di lavoro e al quale daresti  una crocca in  bocca anche in situazioni migliori!

Avere tutto il  tempo per riflettere, pensare alle cose banali ,che sono quelle sulle quali non ci si sofferma mai perché ci  sembra di dire “ma con tutti i  problemi che ho guarda con quali pensieri perdo tempo!” invece è bello pensare anche a cose stupide e immaginare chissà quali voli pindarici.

Invece  eccomi qui!
Tra un pò tornerò a casa dopo una mattinata di lavoro inconcludente, dopo aver preso la metro,   dopo aver aspettato almeno mezz’ora sotto il sole il pulman, dopo aver fatto a spinte per salirci sul pulman per accaparrarmi un posto possibilmente sulla fila di destra dove non batte il sole, dopo essermi  fatta un pezzo di strada a piedi,  dopo essermi soffermata a guardare la cassetta della posta dove, immancabilmente, troverò almeno una bolletta da pagare, dopo aver aperto il frigo e non trovare niente da mangiare perché ieri ero stanca e non sono uscita a fare la spesa, dopo aver detto ………………aah.. finalmente a casa!!

See you soon

 

 

24 settembre 2012

Trekking a Cortona

Tre giorni incantevoli passati nella campagna di Cortona, in mezzo  alla natura, in compagnia di  carissimi amici con  i quali ho condiviso un trekking veramente interessante, sia per la bellezza dei  luoghi che per l'allegria che ci ha accompagnati durante tutti  i  17 km che abbiamo percorso.
Tutto  è iniziato lo scorso Maggio quando, per un  week end, mi sono  fermata in  un agriturismo di Cortona che mi ha incantata per la sua bellezza e per la cortesia dei  suoi proprietari,  una coppia veramente bella e disponibile. Parlando con loro seppi che sono anche guide ambientali e, da lì, la voglia di tornare in quel  posto con  un gruppo  di amici che condividono la mia stessa passione: il  Nordic Walking.
Siamo partiti il venerdì pomeriggio,  dopo una giornata di lavoro, e siamo arrivati  a Cortona in un paio d'ore,  con la luce del  tramonto che rende quella città abbarbicata  sulla collina ancora più bella.
Dopo aver cenato tutti insieme, siamo  andati a visitare la città che, devo dire, è una tra le più magiche che abbia mai visto. Le sue piazze, le torri, le chiese e quell'atmosfera medioevale rimasta intatta, ti fa quasi sperare di incontrare nobili e nobildonne in costume che si aggirano nei meravigliosi vicoli che la caratterizzano.
Il  mattino  seguente,  dopo una ricchissima colazione fatta di crostate, marmellate biologiche, uova strapazzate appena raccolte dal pollaio e tanto altro, siamo  partiti con le nostre guide,  attrezzate di satellitare, telefonini con gestori diversi (in modo  di  avere sempre campo), scarponi, zaini ed i nostri inseparabili bastoni da N.W.Abbiamo affrontato il percorso con delle belle salite che ci hanno portato a raggiungere i circa 600 metri di altitudine, passando all'interno di boschi e prati da dove il panorama della Valdichiana è stupendo. La nostra meta era di raggiungere l'Eremo "Le Celle" di S.  Francesco, un posto che, oltre a lasciare senza fiato per come costruito a ridosso della montagna, trasmette una fortissima energia ed una misticità unica. In  un luogo così non è possibile non fermarsi a riflettere almeno un momento!! Lasciato quel luogo  di pace,  siamo scesi verso Cortona e di lì in poi la strada di  ritorno è  stata quasi tutta in discesa, tra vigneti, casali caratteristici della Toscana, tutti in pietra e tutti ristrutturati mantenendo integra l' architettura del loro tempo,  antiche chiese  e verdi pascoli.
Veramente un bella esperienza, soprattutto perchè  condivisa con persone care con  le quali stare insieme è un continuo scambio di pensieri, esperienze e tanta allegria.
 
See you soon.

21 settembre 2012

Furbetti


Sappiamo  tutti che per viaggiare bisogna essere muniti di biglietto o di abbonamento! Il primo va obliterato quando si sale nell’apposita macchinetta, il  secondo deve essere firmato dal proprietario  e completato dalla  data di nascita (questo per fare in modo che  il suddetto non possa essere utilizzato da terze persone).
In  questo periodo, cioè  da quando ho deciso di fare la pendolare, la prima cosa che ho notato è  stato proprio il fatto che la maggior parte delle persone non timbra il biglietto, in modo particolare gli extra comunitari. All’inizio ho pensato che fossero tutti abbonati, poi, visto che viaggio sempre negli  stessi orari, ho notato che le persone che non timbrano il biglietto sono  sempre diverse ma,  prevalentemente, straniere. Da qui  la certezza che la maggioranza dei viaggiatori  usufruisce gratuitamente dei mezzi pubblici!!
Ieri finalmente, a metà percorso del pulman, sono saliti 3 controllori. Io ero in prima fila ed ho esibito il  mio abbonamento, a fianco a me  una ragazza molto giovane salita a Roma al capolinea, capelli biondi lunghi, aspetto curato, occhi  celesti e,  guarda  caso   straniera ,  esibisce il suo biglietto dicendo che si era dimenticata di timbrarlo. Bene (penso tra me e me) vediamo di farla finita con tutta questa  gente che, oltre a venire a mangiare nel nostro Paese,  usufruisce dei nostri mezzi pubblici come fossero le loro auto private con autista!!
I controllori, dopo averle detto che era passibile di  una multa di  50  euro, si sentono  rispondere che non aveva soldi se  non pochi spiccioli. Le chiedono  i documenti  e lei  dice di non portarli mai con se per non farseli rubare; le chiedono di dar loro un recapito telefonico affinchè qualcuno potesse attestare la sua identità e lei dice che  potevano chiamare sua sorella. Compongono il numero ma qualcuno  risponde dicendo loro di  non avere nessuna sorella. Insomma, per farla breve, sono stati avvertiti i Carabinieri  che l‘hanno  attesa alla fermata successiva per  i dovuti accertamenti.
Non è  stata la sola ad essere multata. Su dieci  passeggeri stranieri almento altri 7 erano sprovvisti di biglietto ed anche qualche italiano. Ora io mi chiedo: non sarebbe meglio stipendiare nuovamente una persona che faccia il fattorino ,  come ai  vecchi tempi, (per i più giovani: il fattorino è colui che fora i biglietti e controlla gli abbonamenti) piuttosto che perdere tutti  questi soldi (7 euro a biglietto)  con i furbetti? Se tutti pagassero regolarmente forse anche il servizio sarebbe migliore e magari anche il costo del biglietto un po’  meno  caro e, meglio ancora, ci sarebbe anche qualche posto di  lavoro in più!
See you soon

20 settembre 2012

Basta poco

 
 
 
 
 
 
E' nelle piccole cose che si può ritrovare la gioia di andare avanti.
 
 
 
“Nei miei giri della vita
su verdi campi ho riposato,
e ho intonato un canto,
e tutto era dolce, bello.
Se solitario, se affannato
dalle mie tristi inquietudini,
ancora ho intonato un canto
e tutto di nuovo era bello.

Sempre ho lasciato sbollire
ogni mia ira in silenzio,

sempre ho ripreso a cantare
e tutto di nuovo era bello.

Non si continui il lamento:
‘sempre, ogni cosa è dolore’:
cantare, ancora cantare!
E tutto di nuovo è bello.

 
Adelbert Von Chamisso

18 settembre 2012

Capodanno Ebraico


Stamane, prima di salire sul pulman per andare al lavoro,  sono  entrata in edicola per acquistare l’Internazionale,  una rivista dove si può trovare il meglio del giornalismo di tutto  il  mondo.
Un settimanale che illustra in maniera molto chiara ed esaustiva tutto ciò che succede nell’arco  di sette giorni nel globo  terrestre, dall’attualità ai problemi dell’Africa e Medio Oriente, dalle Americhe all’Asia e Pacifico,  dall’economia al  Baseball nel Sahara Occidentale, dalla scienza alla tecnologia e chi più ne ha più ne metta.
Una rivista che seguo da un paio di anni,  da quando mia figlia arrivò a casa dopo un suo viaggio non so  dove,  visto  che ha girato quasi  tutto il mondo, con una copia nella sua borsa. Mi ha subito affascinata e da lì in poi non ho più  smesso di  leggerla. Di solito mi lascio talmente prendere dalla sua lettura che,  giuro, non mi  ero mai  accorta che potesse esserci anche un oroscopo.  Stamane è  avvenuta la scoperta !
Mi  sono  soffermata a leggere le previsioni del mio segno di Scorpioncina  e sentite cosa riportava testualmente:
“Il  16 settembre è il primo giorno del Rosh Hashana, il  capodanno  ebraico,  che dà il  via a dieci giorni di pentimento. Anche se non sei Ebreo, Scorpione, stai entrando in una fase astrologica in cui sarebbe fantastico se ti facessi un esame di coscienza. Perciò t’invito  a rispondere a queste domande prese in prestito dall’organizzazione ebraica Chadeish Yameinu:
-          Cosa vorresti lasciarti alle spalle degli  ultimi 12 mesi?
-          Cosa ti ha impedito di dare il  meglio?
-          Cosa vorresti portare con  te nei prossimi 12 mesi?
-          Chi è  stato il  tuo maestro in quest’ultimo anno?
-          E tu di  chi  sei stato  il  maestro?
-          C’è  qualcuno che devi perdonare?
-          E come pensi di farlo? “
Sono rimasta basita! Di solito da un oroscopo ci si aspetta  la previsione di una bella giornata in cui si  incontrerà l’amore della nostra vita (non è mai  troppo  tardi!!), che la salute sarà buona e che le stelle sono dalla nostra parte ma,  leggere  che  da oggi dovrò  avere 10  giorni di  pentimento  e che,  secondo il  capodanno  ebraico, sarebbe ora mi facessi un esame di coscienza è veramente troppo! E che c…..zo! Mi  sto appena riprendendo da un pentimento durato più  di  30  anni per aver sposato  la persona sbagliata che ha stravolto la mia vita e quella dei  miei figli e ora sarebbe anche il  caso mi faccessi  un esame di coscienza! Ma di chè?! L’unico vero  pentimento è  quello  di non aver capito prima quanto , malgrado  il  sacrificio, sia bello riappropriarsi della propria identità  e della propria indipendenza, sia economica che nella vita quotidiana!
Per quanto riguarda cosa vorrei lasciarmi alle spalle degli ultimi 12 mesi  è   sicuramente il difficile periodo economico  che mi ha fatto vivere con la calcolatrice in mano per cercare di non sforare mai con qualche spesa avventata, cosa che non succedeva prima, e questo sicuramente è  una delle ragioni  che mi  ha impedito di dare il  meglio perché,  vivere con  l’ansia continua e l’incertezza del  domani, sicuramente non incita a fare meglio! Tutto ciò non mi toglie il  desiderio di portare con me, nei prossimi 12 mesi,  il sorriso, l’affetto , la complicità , l'amore e tutti  i momenti belli passati  con i  miei figli  unitamente all’amicizia  ed il  rispetto  dei miei  amici più  cari.
In  questo ultimo anno  il mio maestro di vita è  stato il tempo. Vedere, giorno dopo giorno, tutte le catastrofi che si sono abbattute nel mondo,  vivere la morte di amici cari, la povertà che sempre più colpisce intere famiglie e tanto tanto altro, mi hanno fatto apprezzare  anche la più piccola gioia ed è  così che sono diventata maestro di me stessa e dei miei figli  cercando di trasmettere loro  che ogni giorno vissuto è un grande dono.
In quanto al perdono,  non mi sento all’altezza  di  dispensare indulgenze verso le debolezze o le difficoltà altrui  né nutrire sentimenti di commiserazione o benevolenza.
Dopo un forte dolore è come se nel cuore si creasse un mattone che non è facile sciogliere o rimuovere… ma bisogna comunque farlo in qualche modo, perchè non sarebbe vita, e bisogna rinascere!!
 See you soon

15 settembre 2012

Lazzarella

LAZZARELLA
Era il  1957 quando uscì un simpaticissimo  film intitolato Lazzarella,  tratto dal testo  di una canzone di Domenico Modugno  con la regia di Ludovico Bragaglia ed interpretato da due degli  attori che andavano  per la maggiora in quell’epoca: Alessandra Panaro e Mario  Girotti. Era una storia molto semplice e pulita che parlava dell’amore tra una studentessa di liceo ed un giovane ragazzo suo  coetaneo.
Avevo  7  anni quando uscì questo film.  Ero una bambina bionda con  i capelli lunghi e  occhi verdi e,  a detta di molti,  ero tra le più  belle bambine del mio paesello. Frequentavo la 2° o la 3° elementare e a quel tempo le nostre mamme ci lasciavano  andare a scuola da sole perché nel paese si conoscevano tutti, gli  abitanti erano pochi  e non c’erano  i  pericoli del traffico né di altro,  anche perché i grandi diventavano i genitori di ogni bambino,  sempre pronti  a buttare un  occhio affinchè tutto filasse liscio.
Un po’ come i nonni  di oggi che fanno  volontariato davanti alle scuole per salvaguardare l’incolumità  dei  bambini.
Andare al cinema era l’unico diversivo di ogni bambino  durante il pomeriggio della domenica  e  quel film fu  visto praticamente da tutti i ragazzi dai 6 anni  in poi. Si usciva da  casa verso le h 15,00, perché lo  spettacolo iniziava alle 15,30, con  200 lire in tasca.  Si percorreva a piedi tutto  il corso del  paese fino a passare davanti la casa di Mimmetta, una simpatica signora che vendeva le fusaie (lupini) al costo di cinque lire  al cartoccetto fatto con  carta di giornale .Le cinque lire si  andavano  a sottrarre alle 200 lire che servivano per l’acquisto del  biglietto d’ingresso  e alle 30 lire del cremino che era d’obbligo comprare dal signore che passava  durante l’intervallo tra il 1°  e 2° tempo con la sua cassettina piena di gelati, bruscolini e aranciate. Di solito restava un resto di 10 o 15 lire con  il quale si compravano pescetti di liquirizia o pasticche bianche di menta.
Il film riscosse un grandissimo successo e con lui iniziò anche il  mio  incubo!!!
Il  lunedì mattina  a scuola, durante l’ora di intervallo,  mi  vennero incontro  4 o 5 bambini che cominciarono a dirmi che somigliavo a  Lazzarella  e,  in un  attimo,  altri 3 e poi altri 5 e poi tutti…….mi additavano e mi circondavano cantando la canzone Lazzarella. Io impaurita e sconcertata da quella reazione cominciai a piangere finchè  non  venne la maestra a liberarmi da quella bolgia.
La cosa durò tantissimi giorni. Mia madre era costretta ad accompagnarmi  a scuola e venirmi  a riprendere all’uscita. Durante la ricreazione non potevo uscire fuori dalla classe neanche per andare in  bagno se non accompagnata dalla bidella Teresina che minacciava chiunque mi urlasse contro quel maledetto nome “Lazzarella”. Insomma un vero trauma.  La cosa andò  finendo quando furono presi provvedimenti più  seri. I miei dovettero andare a casa delle famiglie dei  più insistenti  per dir loro che avrebbero preso dei provvedimenti seri  se i loro  figli avessero  continuato ad infastidirmi.
Quel nomignolo mi accompagnò fino all’età  dell’adolescenza.  Quando qualcuno doveva parlare di me diceva: “Chi? Lazzarella?” ! Ma a quel punto non era più fastidioso,  anzi ….. Forse mi faceva sentire un po’ più  carina delle altre.

See you soon


14 settembre 2012

A Joy

“Lettera al figlio"

 
di  :   Rudyard Kipling



Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te

la stan perdendo e te ne attribuiscono la colpa,

se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te

ed essere indulgente verso chi ti dubita;

se sai aspettare e non stancartene,

e mantenerti retto se la calunnia ti circonda

e non odiare se sei odiato,

senza tuttavia apparire troppo buono né parlare troppo da saggio;

se sai sognare senza abbandonarti ai sogni;

se riesci a pensare senza perderti nei pensieri,

se sai affrontare il Successo e la Sconfitta

e trattare questi due impostori nello stesso modo;

se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto

distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;

se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita,

distrutte e riesci a resistere ed a ricostruirle con strumenti logori;

se sai fare un fascio di tutte le tue fortune

e giocarlo in un colpo solo a testa e croce

e sai perdere e ricominciare da capo

senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso;

se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi muscoli

a sorreggerti anche quando sono esausti,

e così resistere finchè non vi sia altro in te

oltreché la volontà che dice loro: "Resistete!";

se riesci a parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà,

o ad avvicinare i potenti senza perdere il tuo normale atteggiamento,

se nè i nemici né gli amici troppo premurosi possono ferirti,

se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo;

se riesci a riempire l'inesorabile minuto

dando valore ad ogni istante che passa:

il mondo e tutto ciò che è in esso sarà tuo,

e, quel che conta di più, tu sarai un Uomo, figlio mio!

 


13 settembre 2012

Alla faccia del bon ton



Sapete tutti che il  pulman è  composto di due file divise dal corridoio ed ogni fila da due poltrone passeggeri. Bene! detto questo,  stamane  dopo essere salita per recarmi al lavoro, ho  trovato due poltrone libere ed ho  occupato quella lato finestrino. Nei  due posti davanti una ragazza con il suo bel  libro sulle ginocchia ed uno  zaino ed un  trolley appoggiati sul sedile accanto, del tutto incurante che sopra la sua testa (vuota!!) c'è un  ampio bagagliaio per riporre tutto ciò che può essere di  ingombro e disturbo per gli  altri  passeggeri. Ad ogni  fermata la sua esclamazione era:"ma quanta c..zo di  gente viaggia stamattina?!" e,  a tutti coloro che chiedevano di potersi sedere sul posto occupato dalla sua zavorra, la tipa rispondeva che c'era posto dietro. Beh! di fronte a certe cose ti chiedi come si può sopportare tanta maleducazione e strafottenza da una ragazza che, all'apparente età  di  23/25 anni, non è ancora al corrente di quelle poche sante regole che si devono rispettare sui mezzi  "pubblici", altrimenti ti prendi la tua bella macchinina e sgommi per conto tuo senza rompere le palle a chi,  alle otto di mattina aspetta il pulman sotto  il diluvio (come oggi) e deve stare anche ai tuoi  porci  comodi perchè dai la precedenza al tuo  pulcioso  bagaglio!!
Ma il clou della sua maleducazione l'ha raggiunto quando,  componendo un numero sul suo  cellulare comincia a parlare con una sua amica in questo modo (non perchè  non mi facessi i fatti miei, ma perchè sia io che il resto dei passeggeri avremmo dovuto mettere dei tappi alle orecchie per non sentire,  tanto era forte il suo tono  di voce!!):
- "Ciao Clà.. me fai un piacere? Và nel  bagno e vedi che dietro ai giornali  c'è un test di ovulazione o di gravidanza,  come te pare,....vedi un pò che disegno c'è sopra??...Eh....come?? nun c'è  gnente? ...Allora spigni quel bottoncino  che c'è sopra e vedi se viè  fori na' faccetta rossa felice!
Eh?....aspetta che nun c'ho campo....Ah.... c'è  solo  un pallino rosso senza faccetta felice?.. Meno male,  allora è  negativo!!! Vedi di nasconne er test dove nessuno lo pò vedè, magari dentro er cassetto mio. Ciao Clà ..Grazie"
Io sono rimasta allibita!! La faccetta rossa felice???!  Io ero ancora al segno + se positivo - se negativo e adesso invece ci sono le faccette rosse felici??? E se una non è  per niente felice di essere rimasta incinta che fa? Le dice: ma che ti ridi stronza??
Alla faccia del  bon ton!!
 
See you soon
 

12 settembre 2012

Mamma che sonno!!

Avevo  una zia che un giorno all'improvviso si addormentò e cadde in  un letargo che durò per lunghissimo tempo, addirittura qualche mese!
Lo  spavento dei  suoi famigliari fu grande perchè pensavano  fosse andata in coma e stesse per accadere qualcosa di molto grave, di inspiegabile. Fu chiamato un medico il  quale constatò che tutte le sue funzioni erano  buone, semplicemente dormiva. Furono chiamati  altri medici,  fatti   accertamenti  di ogni tipo ma la sua catalessi non accennava a finire. Passava dal  sonno a qualche breve sprazzo di lucidità per poi ricadere in una specie di limbo. Arrivarono cardiologi, internisti, specialisti di ogni specie finchè arrivò anche uno psichiatra.
E fu lui che svelò questo mistero. Mia zia stava bene,  come già  accertato da tutti gli altri,  semplicemente si era stancata di tutti i problemi che la vita le  procurava,  così la sua mente è  corsa ai ripari dandole rifugio nel  sonno, un  sonno che la distoglieva da tutto,  dai figli,  dal marito,  dalle preoccupazioni, dalle responsabilità di ogni genere.
Mica scema la sua mente!! Ma a parte gli scherzi, ci vollero alcuni mesi di cure antidepressive prima che potesse rimettersi in  piedi e tantissima pazienza, dolcezza e disponibilità da parte dei  suoi cari che la aiutarono  a superare quel brutto periodo con ottimi risultati.
Beh! perchè  questo racconto? Chi di noi non ha problemi di ogni tipo al giorno  d'oggi! Dalla famiglia al lavoro, dalla salute alle bollette da pagare, dall'insoddisfazione del luogo dove si vive a quella degli amici che ci circondano e che spesso tutto sono meno  che amici. ecc..ecc..  
Mai cercare di tenere tutto dentro di sè finendo con  l'implodere.  Mai rassegnarsi a vivere una vita che non sentiamo  nostra. E' assolutamente indispensabile crearsi degli  spazi che ci facciano evadere -  anche per poco tempo -  dalla routine di tutti i giorni. Un pò  di sport, un libro,  una camminata all'aria aperta, trovare un lavoro che ci  faccia guadagnare meno ma che ci soddisfi e ci faccia sentire motivati, magari cambiare città, amici ma, soprattutto, riprenderci la nostra vita e  quando sentiamo che ci viene sonno facciamoci una doccia fredda!
See you  soon

11 settembre 2012

Pendolarismo

Da ieri faccio  nuovamente la pendolare! Non  per mia libera scelta, purtroppo, ma per una questione economica. Non  è  più possibile spendere così  tanti soldi per viaggiare in auto. Ormai prendere la macchina è  come fare un giro  da Bulgari,  con la differenza che lì se compri un  gioiello diventa un investimento, mentre con  l'auto rischi di investire qualcuno dopo la rabbia che ti si smuove quando metti mano al portofaglio per fare un pieno di carburante.
Ma inutile ripetersi  su questo argomento.  Ormai è  questa la realtà e bisogna cercare di prenderne atto ovviando  servendosi dei mezzi pubblici.
Ieri mattina mi sono  armata di tanta buona volontà e mi sono  detta che avrei  dovuto cercare di non fare troppo  caso a tutto ciò che avrei visto,  sentito e sopportato.  Ho aspettato che arrivasse l'autobus che, meno  male ,  ha riportato solo  10  minuti di ritardo e poi, una volta salita, ho timbrato il mio abbonamento e ho cercato di guardarmi intorno alla ricerca di  un posto che non fosse:
- vicino ad una persona troppo grassa, perchè il mio spazio si sarebbe ridotto del  50% ;
- vicino a qualcuno con  l'ipad all'orecchio perchè di solito sentono la musica ad un volume così  alto che ti devi sorbire quel fastidio per tutto il viaggio;
-vicino  a qualcuno che avesse un aspetto trasandato per evitare di morire asfissiata dai suoi effluvi maleodoranti;
- vicino ad una romena perchè di solito parlano  al cellulare per tutto il  viaggio parlando a voce altissima...................
Insomma,  avrete capito da tutte queste cose quanta voglia avessi di prendere sto maledetto pulman!
Trovo il  mio posto vicino  ad una ragazza magra, ben  vestita, che leggeva un libro e,  devo  dire che,  se non  fosse stato per il solito tamponamento di 4 macchine,  che ha rallentato il viaggio  di "soli 40 minuti", potrei anche dire di  aver fatto un buon viaggio!!!

9 settembre 2012

Memè

Ciao Memè! Mi manchi tanto!
Alla fine di  ogni giorno avrei voglia di alzare il  telefono,  come ero solita fare, e raccontarti la mia giornata, oppure chiederti come fare per girare la frittata senza farla spappolare oppure, semplicemente, cosa stai facendo in  quel momento e se tutto è ok.
E'  un  desiderio forte, ma in un  attimo mi rendo conto che non è possibile e non lo  sarà  mai più perchè tu non ci sei ormai da alcuni anni, quasi 10 per l'esattezza, ma dentro di me non è  cambiato niente. La voglia di te è  viva più  che mai e se chiudo gli  occhi sento ancora il  tuo profumo e le tue mani accarezzarmi. Mi manca la tua voce,  quelle frasi che ero abituata a sentire ogni cambiamento di stagione - ora avresti detto: hai visto come si sono accorciate le giornate?! Ora in  un attimo  arriverà l'inverno -  Tu odiavi l'inverno perchè  eri  un'allodola,  un passero, una farfalla libera di volare sotto il  sole con  le ali  che tagliavano  il vento. Con  te non mi  annoiavo mai,  avevi sempre qualcosa da insegnarmi e,  quando ero triste, erano le tue parole e le tue braccia a consolarmi. E'  a te che devo ogni  cosa della mia vita! Mi hai insegnato a vivere, ad essere figlia, mamma, donna. Mi hai insegnato a trovare  la forza di  andare avanti nei momenti difficili,  a gioire delle piccole cose,  a crescere bene i miei  figli.  Ti ricordi Memè il  primo bagnetto a Joy?
Io  avevo paura che potesse scivolarmi  dalle mani e che avrei potuto farlo  annegare ma tu, con  la tua sicurezza, mi facesti vedere come tenerlo e che in quel  modo non  sarebbe mai caduto in  acqua. Mi hai insegnato a cucinare, a fare torte e la pasta fatta in casa. Quanto ti faceva ridere quando mi vedevi stendere la sfoglia con il  mattarello girando intorno  al  tavolo per farla diventare tonda!! Mentre tu con  quel  mattarello eri una maga! Mai una sfoglia che fosse bucata o non perfettamente tonda.
Dove sei ora Memè? Spero tu possa ancora vedermi e continuare ad essermi vicina perchè  ho  ancora tanto bisogno  di te mamma.

7 settembre 2012

Viva l'Italia!!

Questo pomeriggio,  dopo aver visto l'ago che segna la benzina arrivare quasi a terra, mi sono  decisa a comprare un  abbonamento e tornare indietro di  40 anni, quando si viaggiava quasi  esclusivamente con  il  pulman per andare a scuola, al  lavoro e in  qualsiasi altro posto fosse necessario.
Non è più possibile,  per le mie povere tasche,  spendere dai 70 agli  80  euro  a settimana per viaggiare in  auto!! Anche perchè 70  euro per 4 settimane fanno la bella cifra di  280 euro al mese!!!!!
Vi chiederete perchè non ci ho pensato prima a ricorrere al pulman visto che con  73,50 euro posso viaggiare tutto il  mese, anche più volte al giorno e in più usufruire della metro. Beh! Vi rispondo  subito!
A parte il  fatto che non sono più proprio  una ragazza,  ma una signora di una certa età (non immaginatevi la vecchietta sciancata!) che vorrebbe avere il diritto di cominciare a godere di  quelle piccole soddisfazioni che, dopo una vita passata a crescere figli e lavorare,  sono sacrosante come viaggiare comoda con  la propria auto e non avere vicino la ragazzetta con l'ipad all' orecchio che riesci a sentire a 2 metri di distanza, o la colf romena che parla al  cellulare a tutto volume  (tanto visto che parla nella sua lingua nessuno può capire quello  che dice), o il tipo  che puzza come un cammello e senti il  tuo  stomaco rivoltarsi dalla nausea.  A parte tutto ciò che fa parte della vita metropolitana, io avevo già provato  la scorsa primavera, per ben 3 mesi,  a viaggiare con il pulman,  ma provare per credere! All'arrivo dell'autobus, i posti sono  già  tutti occupati e torno  a ripetere, per una signora di oltre 50  anni, non è proprio piacevole fare un  viaggio di oltre 50  km in piedi,  appoggiata alla maniglia di un qualsiasi sedile, tra frenate,  spintoni di chi  deve scendere o piedi pistati da chi,  salendo,  ti passa sopra il suo trolley senza che nessuno (parlo di pischelletti di 16/18 anni)  si degni benchè  minimamente di fare il gesto di cederti il posto. Se piove si trovano  i sedili bagnati perchè dalle guarnizioni del  tetto penetra acqua,  se fa caldo (e questa estate di caldo ne ha fatto) l'aria condizionata non funziona, perciò  si viaggia con  i finestrini  aperti che, oltre a farti il  tiraggio  ai capelli,  tanto è  forte il vento, entra ancora più  caldo e quasi ti verrebbe voglia di prendere l'autista e scaraventarlo fuori a calci nel  sedere. Ma poi pensi: ma sto poveraccio che c'entra?? Se questo è  quello  che gli  danno, non può  mica farlo  aggiustare a spese sue? Però  potrebbe andare un po' più  piano! E allora ti risale la rabbia perchè questo si che potrebbe farlo!! La velocità è  sempre superiore di gran lunga a quella prevista dal codice della strada.  Ogni  frenata avanzi di  2 metri tuo  malgrado e maledici il mondo. Quando finalmente arrivi a destinazione sei talmente inc....ta che guai  al primo che ti rivolge la parola!
Ma,  malgrado tutto ciò, ormai siamo arrivati quasi tutti nella condizione di dover tornare a servirci dei mezzi pubblici e lasciare a casa quel po'  di  puzza sotto il  naso (anche perchè poi la puzza la troviamo  sui pulman) che ci ha distinti durante gli  anni di benessere. Così prenderò l'autobus,  che mi  piaccia o no, e cercherò di sperare che prima o poi  questo brutto periodo passi e soprattutto che il Cotral si decida ad aumentare il numero delle corse così che, almeno  si possa viaggiare seduti!!!

P.S.: Non  so  se avete sentito il Sig.  Monti dire che "in fondo al tunnel si comincia ad intravedere una luce..." Non  sarà  mica quella che dicono di vedere coloro che stanno per morire???

See you  soon

6 settembre 2012

Le Celle




L'Eremo Le Celle si trova arroccato tra le grotte naturali del Monte Sant'Egidio a Cortona ed è un posto isolato , in mezzo al bosco, vicino a un corso d'acqua. La natura attorno è stupenda e favorisce il suo silenzio e la contemplazione.
Ho avuto l'occasione di recarmi in questo posto durante una visita a Cortona lo scorso ponte del 1° Maggio.
Ero ospite in un bellissimo agriturismo, sulle colline di questa città medioevale fantastica che è Cortona dove, tra l'altro, ero già stata molte altre volte e così, parlando delle bellezze del posto, la proprietaria mi ha indicato la strada per raggiungere questo posto magico e di preghiera che lascia veramente senzafiato.
La bellezza , l'energia, la natura, il fiume che scorre sulle fondamenta del monastero lasciano senza parole!
Mentre camminavo all'interno, tra celle, corridoi e chiostri, ho sentito una musica bellissima accompagnata da un coro di voci e, cercando di capire da dove provenisse, ho seguito quei suoni fino a raggiungere una piccolissima cappella i cui ornamenti si riducevano all'indispensabile rendendola ancora di più bella e sacra. Ho potuto così assistere ai Vespri! Alcuni frati Francescani cantavano le lodi al Signore accompagnandosi con la chitarra e quella piccola chiesa, così spoglia ma così ricca di energia, raccoglieva tutto il significato che può aver spinto un giovane Francesco a recarsi in un angolo così lontano da tutto e da tutti lasciando ancora li, tra le sue mura, dopo secoli, un grande senso di pace ed un invito a fermarsi un attimo a riflettere sulla vita.
Tornerò ancora lì tra qualche giorno, ma questa volta, insieme ad altre amiche, salirò a piedi la montagna servendomi dei miei ormai inseparabili bastoncini di nordik walking e sono sicura che mi aspetteranno delle ore veramente piacevoli.

See you  soon
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


5 settembre 2012

Asana

Tra un po’ andrò a lezione di yoga così magari  mi passa sta malinconia del  cavolo  che mi accompagna da stamattina e,  visto che in  questa lezione ci saranno  degli  Asana che servono per stimolare la felicità, basati su una serie di esercizi di respirazione, spero  di tornare a casa più serena . Gli Asana sono posture del corpo con le quali il praticante amplifica le caratteristiche e le attitudini mentali. Ogni postura fa confluire maggiore prana verso specifiche parti del corpo, irradiando le relative nada ed i  chakra interessati . Una di  queste posizioni ve la descrivo qui  di seguito,  così magari potete eseguirla a casa e chissà, magari  trarne piacere e rilassamento:
 “la posa della tartaruga”:
-Sediamo sui talloni (le punte dei piedi sono indietro) e allarghiamo le  ginocchia. Appoggiamo la fronte sul pavimento e allunghiamo le braccia avanti con le mani unite. Il corpo e la mente sono completamente rilassati. Osserviamo come la pancia si sta abbassando sempre di più dipendendo dal rilassamento sempre più profondo. Questo è un bellissimo esercizio per togliere la stanchezza fisica e mentale. Esso bisognerebbe continuarlo per 10 minuti -.

See you  soon

Fuggire in Antartide



Oggi è proprio una di quelle giornate no. Ti svegli con  la pioggia e sai di dover affrontare una mezza giornata di lavoro che non ti soddisfa minimamente,  soprattutto se pensi  che il  tuo  capo  è  in  arretrato con  2 mesi  di misero stipendio!! Ma vabbè: C'è  la crisi e prima o poi si deciderà a fare un  bel  bonifico!! Devi affrontare, oltre la pioggia, il  traffico della città che, malgrado i costi elevatissimi  della benzina non accenna a diminuire (come cavolo faranno a continuare a mantenersi tutti la macchina) e passi buoni 30 minuti a fare la fila pensando che,  con lo  stesso tempo riusciresti a percorrere quasi 3 km  a piedi (lo so perchè sono una walker). Quando finalmente entri in  ufficio arriva il primo scassapalle,  agente di  una immobiliare, che ti chiede le chiavi degli uffici liberi al 2° e 3° piano perchè ha dei visitatori a cui farli vedere per un eventuale affitto e tu, ancora con gli occhiali sul  naso, la borsa a tracolla, una cartellina in mano  piena di documenti ti dirigi verso lo sportello  dove sono riposte tutte le chiavi e guarda caso..........le chiavi non ci sono!! Ma porca miseria, se hai dei visitatori mi  vuoi  avvertire almeno la sera prima,  anzichè arrivare alle 9,00 precise, prima ancora che io riesca a posare il  mio fondoschiena sulla seggiola!! Le chiavi.. le chiavi...cerchi  di far mente locale dove possano essere finite ste c....o di chiavi! Poi  ti ricordi che il pomeriggio del  giorno  prima le hai date all'elettricista perchè doveva ultimare dei lavori e che te le avrebbe lasciate nella cassettina della posta! Bon! Tutto risolto. Beccati stè chiavi e sparisci!!
Posi le tue cose,  ti  sistemi,  guardi la mail per eventuali nuove comunicazioni e manco a dirlo (quando si dice una giornata no) arriva il tuo capo con la luna storta che ti dice subito di tirare fuori una fattura di cui tu  non hai  mai sentito parlare ! Comincia così la seconda ricerca spasmodica: Prima le chiavi, ora la fattura! Cerchi di chiedergli  indicazioni circa il  numero e la data  ma lui dice soltanto  che qui è un  gran casino.Cerchi  di trattenerti e intanto  dentro  di te ti chiedi: ma mi sarò mica rincoglionita??Possibile che non ricordo il numero, nè la data, nè dove cavolo  possa averla appoggiata. Poi finalmente uno spiraglio!Il  capo si ricorda che era del   30 luglio. C...o!!! Io  ero in ferie in quel periodo,  dal 25 luglio  al  5 agosto!!!!! Ma vafff....a te e la fattura! Il  rincoglionito sei tu e anche stupido,  visto che fai una fattura e non la registri, e non ne stampi una copia, e non lasci alcuna  traccia e ti sbagli anche ad inviarla all'indirizzo giusto (Già.  Perchè era proprio per questo che la voleva, per dire di rispedirla all'indirizzo esatto perchè il cliente non l'aveva ricevuta!!)
Intanto lui se n'è  andato e anche io  vorrei  andarmene. Si, ma me ne andrei  in Antardide insieme ai pinguini!
See you soon




3 settembre 2012

Biscottini di Peppina

E'  arrivata la tanto desiderata pioggia e con  essa le temperature si sono notevolmente abbassate, tanto che sembra già lontano il caldaccio che ci ha fatto soffrire per tutta l'estate.
Non so a voi, ma a me sembra di sentire già l'atmosfera autunnale, con le giornate più corte e il piacere di  restare un pò (ma solo  un pò) più in  casa a coccolarmi sul  divano con  un bel  libro e magari un dolcetto con  una buona tazza di  the, e  allora mi è  venuta in mente questa ricetta,  velocissima, per dei biscottini ai fiocchi  di  cereali che vi passo molto volentieri

·          80  GR FECOLA DI PATATE
·          200 GR FARINA
·          150 GR.  ZUCCHERO
·          ½ BUSTA LIEVITO BERTOLINI
·          180 GR. BURRO
·          3 BUSTINE PINOLI
·          ½ BUSTINA DI UVA  SULTANINA
·          2 UOVA
·          FIOCCHI DI CEREALI mezza scatola
·         Cottura in forno riscaldato a 160° per 10  minuti

Versare tutti gli  ingredienti in  una ciotola ,unitamente al burro che si sarà  fatto sciogliere a bagnomaria, e mescolare il tutto. Unire i fiocchi di cereali e quando sarà  tutto  amalgamato  si prendera’  il composto con  un cucchiaio da cucina e si formeranno tanti piccoli mucchietti che si adageranno  su una teglia da dolci ricoperta da carta forno.
Si infornerà a forno ventilato a 160° per 10 minuti e voilà......i  biscottini saranno  pronti e profumati.
Non  vi resterà che versarvi  una tazza di  the e buon appetito!
See you  soon

2 settembre 2012

Un leggero imbarazzo..

Scrivere questo blog mi  sta facendo uno  strano  effetto! Alcune volte ho la mente piena di parole e di pensieri che vorrei esternare, allora apro il mio computer  e puff..le parole non riescono a venir fuori e tutti i pensieri sembrano svanire all'improvviso! E' come quando faccio una telefonata e mi risponde una segreteria telefonica. Davanti a quella voce che dice di lasciare un messaggio rimango impietrita e riattacco senza riuscire a dire nulla! Non  riesco a parlare con  "nessuno"!
E dire che ho sempre scritto nella mia vita. Non c'era sera che andassi  a dormire senza prima aver preso la mia agenda dove annotavo ogni  cosa, anche la più piccola. Era un modo di  raccontare a qualcuno la mia giornata, i  miei pensieri, le mie ansie, le piccole gioie quotidiane.... Scrivevo piccole poesie, o racconti per i  miei bambini o  lettere lunghissime a mio marito dove gli esprimevo tutto il mio amore, oppure a mia madre per dirle che, malgrado alcune volte non riuscissi a dimostrarglielo, le volevo tutto il  bene del  mondo ed era l'essenza della mia vita. Così la mia agenda era diventata la mia migliore amica.  A lei potevo affidare ogni mio pensiero,  certa che lo  avrebbe conservato in tutta riservatezza e per sempre.
Quante volte le mie lacrime hanno bagnato le sue pagine e quante volte ho scritto per ore senza cancellare neanche una parola!
Ecco,  forse ora è per questo che non riesco a scrivere quello  che vorrei e come vorrei. Sapere che i miei pensieri non rimangano più chiusi tra le pagine di un diario e possano invece essere "ascoltati" da estranei mi fa uscire da quella privacy alla quale ero abituata.
Cercherò di vincere questo leggero imbarazzo per riuscire a trasmettere qualcosa di me con più  disinvoltura.
See you  soon